Il corpo, insieme alla dimensione più fisica e materiale, sono ciò che caratterizza l’esperienza che ognuna di noi fa su questo pianeta. Senza il corpo questa avventura non avrebbe lo stesso senso, tanto che nasciamo attraverso un corpo e quando moriamo lo dobbiamo lasciare.
Nel tempo il suo funzionamento è stato studiato ed è diventato sempre meno un mistero. Attraverso le più moderne tecnologie lo possiamo osservare all’interno e lo si può operare senza nemmeno doverlo aprire troppo, lo modelliamo attraverso l’allenamento e ne miglioriamo le prestazioni con la nutrizione e gli integratori giusti.
C’è però qualcosa che fatichiamo ancora a fare, nonostante tutte queste scoperte e invenzioni fantastiche: ascoltarlo e abitarlo con gioia e libertà, rispettandone davvero il funzionamento e lo scopo.

Nella parola di cui ho scritto in precedenza: ciclicità, ti ho raccontato di come già agli albori della filosofia occidentale, a partire da Platone e Cartesio in poi, mente e corpo sono stati divisi in opposti e gerarchizzati. Alla mente è stata data ovviamente maggiore importanza, mentre il corpo è finito in secondo piano, svalutato e spesso oppresso nei suoi bisogni primari con tutte le conseguenze che puoi immaginare e che probabilmente hai anche sperimentato, se sei donna in particolar modo, ma in ogni caso fin dall’infanzia visto che le scuole italiane non prestavano, almeno fino agli anni ‘80/ ‘90 particolare attenzione al corpo e ai suoi bisogni.

Lo sviluppo delle neuroscienze e gli studi più recenti sul sistema nervoso ci stanno portando finalmente nuove consapevolezze e uno sguardo più attento su come mente e corpo comunicano.

Anche se potremmo pensare che il nostro cervello ne sia il responsabile principale, la nostra esperienza quotidiana e il modo in cui ci muoviamo nel mondo hanno origine nei nostri corpi attraverso l’azione del sistema nervoso autonomo”

Deb Dana

Mente e corpo non sono separati, sono aspetti differenti di un’unica unità. Il nostro sistema nervoso autonomo fa da ponte tra le due parti e garantisce che le informazioni vengano trasmesse dall’uno all’altro in un percorso bidirezionale, tipo un’autostrada.
Il 20% delle informazioni viaggia dal cervello al corpo, l’80% dal corpo al cervello. Per questo è così importante rimanere connesse ai messaggi che riceviamo dal nostro corpo e coltivare con lui una relazione il più possibile sana e rispettosa. Perchè non siamo separati, anzi, è una parte fondamentale di quella meraviglia che siamo e una guida saggia in questa avventura terrestre.

Ma come possiamo recuperare una sana relazione con i nostri corpi, visto che a volte è davvero difficile starci dentro e insieme?
Quella con in corpo è davvero una relazione e come tale ha necessità di essere coltivata e manutenuta. Presenza, ascolto, competenza a esserci sono le basi. Insieme a uno sguardo più gentile e meno critico. Già da qui possono nascere cambiamenti positivi e grandi meraviglie.